compostaggio

La Ditta Onofaro Antonino è titolare di un impianto di recupero "R3 Riciclo/Recupero delle sostanze organiche (compostaggio)" di cui all'allegato C del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii., di rifiuti speciali non pericolosi individuati all'allegato 1 del D.M.A. 05.02.1998, così come modificato dal D.M.A, n.186/2006 e ss.mm.ii. Il compostaggio è un trattamento biologico che permette di raggiungere la stabilizzazione della sostanza organica (ossia la perdita di fermentescibilità) mediante la mineralizzazione delle componenti organiche più aggredibili, con produzione finale di acqua ed anidride carbonica e loro allontanamento dal sistema biochimico. Tale processo permette di sfruttare al meglio gli scarti verdi come ammendante nell'attività agricola. Un prodotto organico "stabile", infatti nel suolo agricolo non produce più metaboliti (intermedi di degradazione) ad effetto fitotossico, né consuma ossigeno (necessario per la trasformazione delle componenti organiche "fresche"), sottraendolo alle piante ed alla microflora del terreno; Il compostaggio permette anche di conseguire, attraverso le alte temperature che si raggiungono, l'igienizzazione della massa, consentendo di debellare i fitopatogeni ed infestanti presenti nei residui vegetali, impedendo che il compost ne diventi vettore. Inoltre si riduce il volume e la massa dei materiali trattati al fine di renderne più agevole ed economico il trasporto e la distribuzione. Il processo di compostaggio si compone essenzialmente in due fasi:

  • bio-ossidazione, nella quale si ha l'igienizzazione della massa. E' questa la fase attiva (nota anche come high rate, active composting time), caratterizzata da intensi processi di degradazione delle componenti organiche più facilmente degradabili;
  • maturazione, durante la quale il prodotto si stabilizza arricchendosi di molecole umiche. Si tratta della fase di cura (nota come curing phase), caratterizzata da processi di trasformazione della sostanza organica la cui massima espressione è la formazione di sostanze umiche.

Il processo di compostaggio può riguardare matrici organiche di rifiuti preselezionati (quali la frazione organica raccolta dei rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata o i residui organici delle attività agro-industriali) per la produzione di un ammendante compostato da impiegare in agricoltura o nelle attività di florovivaismo, noto come "Compost di qualità". Possono essere inviati al compostaggio tutte le matrici di natura organica non contenenti inquinanti che, grazie all'azione di microrganismi aerobi, vengono trasformate in un ammendante più noto con il nome di "compost".

I principali materiali compostabili sono:


  • frazione organica di rifiuti solidi urbani (FORSU);
  • scarti vegetali di coltivazioni agricole;
  • scarti vegetali dell'attività agroindustriale;
  • segatura, trucioli e frammenti di legno o sughero;
  • scarti tessili di origine vegetale ed animale;
  • deiezioni animali;
  • carta e cartone;
  • materiale ligneo cellulosico derivante dalla manutenzione del verde ornamentale;
  • fanghi di depurazione.

Dal trattamento biologico della frazione verde effettuato con la tecnica del compostaggio si ottiene un prodotto finito denominato Ammendante Compostato Verde (ACV). L'Ammendante Compostato Verde può essere utilizzato liberamente nelle attività agricole ed in ambiti analoghi di applicazione (manutenzione del verde pubblico, hobbistica, sistemazione di versanti, letti di biofiltrazione, nella bonifica di siti inquinati, ecc.) nella quantità consigliata dalla buona pratica agricola o commercializzato. Il compost che si ottiene restituisce pertanto al suolo la sostanza organica permettendo un ritorno di fertilità a medio e lungo termine. Il contenuto di elementi nutritivi come azoto, fosforo e potassio presenti nel compost determina un apporto energetico non trascurabile e conseguentemente un risparmio di energia.